Nell’annunciare l’uscita dell’opera Minnie Pinnikin, di Beatrice Hastings, a cura di Maristella Diotaiuti, Selvatiche Edizioni-Seed, 2006, traduzione di Francesca Del Moro (opera inedita raccolta da Federico Tortora),
destiniamo a questa pagina del blog materiale dedicato alla nuova pubblicazione, Minnie Pinnikin, opera finora inedita (eccetto alcuni lacerti funzionali ad altri
lavori) che Hastings cominciò a scrivere a Parigi nel 1914. Protagonisti della
narrazione sono se stessa e Amedeo Modigliani.
Minnie Pinnikin sarà presentato, in prima assoluta,
domenica 12 luglio 2026, in occasione della ricorrenza della nascita di Amedeo
Modigliani. La presentazione si svolgerà nell’ambito dell’evento, a cura de Le
Cicale Operose (Maristella, Federico), dedicato a Amedeo Modigliani (II Edizione) presso il
locale e il grande Giardino dell’800 di corso Amedeo, 101, presidio culturale fondato
da Le Cicale Operose nel 2016 e dall’8 marzo 2026 sede di Salus Bistrot e Opus Lab
-Spazio Creativo - ASD APS, che collaboreranno alla realizzazione dell’evento
(a presto i dettagli).
Nel frattempo:
4.
Prefazione di Maristella: Prime impressioni.
Abbiamo sottoposto ad alcune lettrici e lettori la prefazione di Maristella Diotaiuti per il volume Minnie Pinnikin, per chiedere cosa ne pensassero. Maristella è felice e onorata di ricevere i primi apprezzamenti (ringraziamo, ad esempio, la favolosa Anna Maria Curci per l'attenzione e le parole spese).
Pubblichiamo qui le preziose parole che Roberto Galeazzi ha dedicato alla prefazione. Ringraziamo Roberto per la sua attenzione e per le sue note e consuete capacità di analisi. Buona lettura.
Roberto Galeazzi: “La prefazione getta una luce novissima sul guascone labronico che invoglia a riprenderne le opere e a riconsiderarle. Due elementi in particolare, quello del depistaggio dall’idea del reale che pur non significa perseguire il puro gesto slegato dal senso ma implica un suo aggiramento […], e poi il tema analogo della vanità del bordo come contenimento, protezione d’identità, mentre suggerisce il tema del bordo come soglia, limine. […] Il testo di Maristella evidenzia come la scrittura di Hastings fosse proiettata in un approccio che, al suo tempo, contava pochi esempi simili, cioè, un atteggiamento svincolato dall'ossessione per la "cifra" stilistica, la riconoscibilità dell'autore, l'inquadramento in un genere, funzionale al cosiddetto mercato dell'arte...("malattia" che accompagna anche l'arte visiva, a partire dal secolo scorso), con una rischiosa e disinteressata attitudine a sparigliare le carte, indossando maschere, pseudonimi, giocando con il linguaggio che attraversa simultaneamente in direzioni diverse, evocando una molteplicità di piani narrativi che le negano i comodi escamotage della facilità comunicativa. E a questa complessità il lavoro di Maristella rende pienamente giustizia.”
3.
Beatrice Hastings e Amedeo
Modigliani.
Numerosi biografi di Modigliani ed altri scrittori, nel descrivere la loro avventura, si sono quasi sempre soffermati sui soliti aneddoti più volte ribaditi. Crediamo, invece, che della relazione tra Beatrice e Amedeo debba essere considerata l’essenza più significativa e importante, poiché i continui confronti hanno determinato un prolifico momento di crescita per entrambi, sul piano artistico e intellettuale.
Due formazioni diverse ma che trovano
convergenze di idee e opinione sul gusto estetico dell’arte, sullo
spiritualismo, sul loro agire nel segno di un continuo sconfinamento in nome
dell’arte.
Un nutrimento reciproco che ha
persuaso Hastings a scrivere Minnie Pinnikin, opera parigina, finora inedita,
in cui finalmente potrete trovare la vera essenza della loro relazione, la
concezione dell’arte di Modigliani resa mediante lo sguardo di Beatrice Hastings,
grande intellettuale mai letta e quindi mai finora riconosciuta per le sue
doti, ma solo per la sistematica tessitura aneddotica, falsa e denigratoria, che ha
trascinato Hastings nell’oblio.
“La scrittura di Beatrice Hastings è
una scrittura rilevante, per originalità e bravura, per profondità e
molteplicità di contenuti, per dirompenza di passione”.
In Minnie Pinnikin troverete prova
della sua grandezza.
Federico Tortora
2.
Un piccolissimo estratto dalla prefazione di Maristella Diotaiuti per l'opera Minnie Pinnikin:
Questo è infatti, un libro utopico, invenzione e fantasia, onirico e surreale, metafisico o, meglio, patafisico ma reale. Un libro incorporeo, rarefatto e pure concreto, fisico e tangibile. Un libro ibrido di immaginazione e di realtà in cui tutto si mescola per dare vita a un universo parallelo con la sua architettura, i suoi personaggi, i suoi oggetti, speculare a quello reale ma con questo in profonda relazione e derivazione.
1.
Lasciamo, in questa clip, parole tratte dall'opera che lasciano intuire i suoi contenuti e la visione dell'arte di Beatrice.
Ringraziamo di cuore Beppe Giannotti,
poeta Lunigianese, per aver prestato la sua voce a Minnie (Beatrice Hastings).
Buon ascolto.
Federico
Immagine nella pagina: opera di Leonora Carrington
