La Crociata della Bellezza di Beatrice Hastings.
Letture di Martina Campi, Aldo Galeazzi, Raffaela Fazio.
Brani tratti dal volume La commedia delle fanciulle, di Beatrice Hastings, a cura di Maristella Diotaiuti, traduzione di Rubina Valli, Terra d'ulivi Edizioni, 2025.
Avverso lo spietato mondo belligerante, guerrafondaio, violento che ancor oggi evidentemente impera, nel suo volume La commedia delle fanciulle (1910) Beatrice Hastings contrappone la Crociata della Bellezza “promossa e portata avanti, significativamente, proprio dalle due fanciulle e dal Cavaliere Viola, dove l’impegno — non la lotta— è per affermare tutto un sistema di pensiero e di pratiche del femminile che innova la creazione artistica, demitizza le retoriche della guerra, del militarismo e del patriottismo virile, propositivo, viceversa, di pratiche di relazione solidali, libere e tra uguali, di soluzioni pacifiche dei conflitti, un sistema oppositivo, quindi, all’immaginario e al sistema maschile di potere e dominio, fondato sul binomio potere/obbedienza. […] Crociata di ben altra modalità e scopo, quella della Bellezza, che ha, tra le altre finalità, quella della convivenza degli opposti, far diventare il nemico, l’altro da me, addirittura l’affine, il simile, il contiguo, la creazione di un nuovo mondo in cui si è legittimati alla libertà e all’indipendenza, all’immaginazione, al sogno, alla magia, e, perché no, all’utopia. È la riproposizione dell’Età dell’Oro in cui, come scrive ne La Commedia, si ignoravano quelle due parole, mio e tuo. In quell’epoca benedetta ogni cosa era in comune. Tutto allora era pace, amicizia, concordia, dentro a un ideale di Comunismo a cui Hastings rimarrà sempre fedele.” (dall’Introduzione di Maristella Diotaiuti nel libro)
Hastings sa bene che la missione affidata è una missione utopica, ma conosce altrettanto bene il potere dell’utopia nel prevedere mondi futuri: la Crociata della Bellezza di Hastings persegue la costruzione, l’edificazione di un nuovo mondo che si realizza nella visione utopica nel momento stesso in cui si agisce, pur sapendo possibile il fallimento dell’impresa.
Beatrice Hastings nel romanzo fa dire al Cavaliere Viola, the new man: “Eppure, nonostante la malinconia che provo all’idea che provare a realizzare uno stato simile mi causerebbe l’appellativo di sognatore tra gli uomini, altrettanto certamente morirei deriso se non faccio almeno un tentativo.”
In risposta Beatrice Hastings fa dire al Professore, personaggio contraltare del Cavaliere Viola, in quanto rappresentante del vecchio mondo: “In verità, […] se fallirete, non sarà per mancanza d’un’ispirazione sufficientemente vasta. Per quanto non mi venga in mente nessuna promessa di successo, vi ricorderei che la vita, la vita umana, è una serie di gloriose sconfitte. La vita è troppo breve per il successo, e visto che soltanto gli immortali possono lottare col nostro ultimo e sempre vittorioso nemico, Morte, un uomo è tanto più valoroso se fallisce nel più nobile dei tentativi. Il vostro tentativo non è nulla di meno che una Crociata della Bellezza. Non è una visione nuova, la vostra, molti grandi uomini l’hanno avuta e i poeti l’hanno di continuo.”
Abbiamo affidato queste parole a Martina Campi, Aldo Galeazzi e Raffaela Fazio, poeti, quindi destinatari del messaggio di Hastings.
Buon ascolto.
Federico Tortora
Martina Campi. Per ascoltare cliccare sull'immagine (ritratto di Isora Caprai).
Aldo Galeazzi. Per ascoltare cliccare sull'immagine (Foto di Tibor Eliáš).
Raffaela Fazio. Per ascoltare cliccare sull'immagine (Foto di Tibor Eliáš).
Martina Campi: Martina Campi Note bio
È autrice e performer. Co-fondatrice, insieme al compositore polistrumentista Mario Sboarina, del progetto Memorie dal SottoSuono - The poetry music experience e dell’archivio multimediale in divenire e videopodcast indipendente di poesia contemporanea a altre arti Living Poetry e co-ideatrice, insieme a Giusi Montali, del format multimediale di poesia formula_truepoetry. Ha pubblicato: Se le avventure fossero giorni (Howphelia 2021), testo nato con la serie game: start, progetto artistico audiovisivo realizzato insieme al compositore Mario Sboarina, per la piattaforma Howphelia. ( ) Partitura su riga bianca (Arcipelago itaca, 2020), Quasi radiante (Tempo al libro, 2019), La saggezza dei corpi (L’arcolaio, 2016), Cotone (Buonesiepi Libri 2014), Estensioni del tempo (Le Voci della Luna Poesia, 2012 – Vincitore Premio Giorgi); è presente nell’opera corale Bestie – femminile animale (Vita Activa Nuova, 2023) insieme a Valeria Bianchi Mian, Ksenja Laginja, Teodora Mastrototaro e Silvia Rosa, e nella plaquette È così l’addio di ogni giorno (Corraino Edizioni, 2015, a cura di Niva Lorenzini). Ha fatto parte, dalla prima edizione del 2013 e fino al 2023, del Comitato Bologna in Lettere.Curatrice, con A. Brusa e V. Grutt, di Centrale di Transito (Perrone Editore, 2016). La sua poesia è tradotta in varie lingue e presente su litblog, riviste e antologie e progetti corali. Ha partecipato a festival letterari e musicali e collaborato con alcune realtà poetiche bolognesi. Dal 2017 al 2019 ha partecipato a Il banchetto di Rosaspina – Di virtù e maledizioni, Spettacolo di Teatro, Poesia e Favola, di e con Alessandra Gabriela Baldoni; con Giancarlo Sissa, Luna Marie, Mario Sboarina. Ha partecipato al radiodramma Pinocchio 2 - La minaccia di Elonio Muschio, di Vittorio Tovoli.
Raffaela Fazio è nata ad Arezzo nel 1971, dove è rimasta fino al conseguimento della maturità. Ha trascorso dieci anni in vari paesi europei: Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e Belgio. Si è laureata in lingue e politiche europee all’Università di Grenoble, e specializzata presso la Scuola di Interpreti e Traduttori di Ginevra. Rientrata in Italia, si è stabilita a Roma, dove lavora come traduttrice. A Roma ha ottenuto un diploma in scienze religiose e un master in beni culturali, alla Pontificia Università Gregoriana.
Nel campo dell’iconografia, ho
pubblicato, oltre ad alcuni articoli, due guide: Face of Faith. A Short Guide to Early Christian
Images (2011) e La corona che non appassisce. L’escatologia nella
scultura funeraria dei primi cristiani (Contatti, 2020).
È autrice di vari libri di poesia, tra
cui L’arte di cadere (Biblioteca dei Leoni, 2015) con
prefazione di Paolo Ruffilli; Ti slegherai le trecce (Coazinzola Press, 2017) con
postfazione di Francesco Dalessandro; L’ultimo quarto del giorno (La Vita Felice, 2018) con
prefazione di Francesco Dalessandro; Midbar (Raffaelli
Editore, 2019) con prefazione di Massimo Morasso; Tropaion (puntocapo
Editrice, 2020) con prefazione di Gianfranco Lauretano; A grandezza naturale. 2008-2018 (Arcipelago Itaca, 2020) con prefazione
di Daniele Barbieri; Meccanica dei solidi (Puntoacapo Editrice, 2021) con
prefazione di Giancarlo Pontiggia e postfazione di Paolo Ruffilli; Un’ossatura per il volo (Raffaelli Editore, 2021) con prefazione
di Giovanna Rosadini e una nota di Salvatore Ritrovato; Gli spostamenti del desiderio (Moretti&Vitali, 2023) con
prefazione di Alfredo Rienzi e presentazione di Giancarlo Pontiggia; Chiuda
gli occhi, Signor Schopenhauer (Ladolfi Editore, 2026) con prefazione di
Sara Ferrari e postfazione di Paolo Pera, di prossima pubblicazione.
Si è occupata della traduzione di
Rainer Maria Rilke, in Silenzio e Tempesta, Poesie d’amore (Marco Saya Edizioni, 2019, con
postfazione di Massimo Morasso), di Edgar Allan Poe, in Nevermore.
Poesie di un Altrove (Marco Saya Edizioni, 2021, con
postfazione di Leonardo Guzzo), di Renèe Vivien in L’ardente agonia delle rose (Marco Saya Edizioni, 2023, con
postfazione di Marie-José Tramuta) e di Rupert Brooke in L’amore è breccia nelle mura (puntoacapo, 2025, con postfazione di
Mauro Ferrari).
Nel
2021 è uscito un suo libro di brevi racconti come vincitore del primo premio
Narrapoetando 2021: Next Stop. Racconti tra due fermate (Fara Editore, 2021).
Immagine: Illustrazione (Beatrice Hastings) per La commedia delle fanciulle, pubblicata nella rivista The New Age nel 1910.
