sabato 16 maggio 2026

Beatrice Hastings: Brevi note biografiche, di Federico Tortora

















Emily Alice Haigh, vero nome di Beatrice Hastings, nasce a Londra il 26 gennaio 1879, settima di dieci figli. Nel medesimo anno la sua famiglia decide di lasciare Londra per intraprendere l’attività di commercio tessile nella colonia inglese Sudafricana, Port Elizabeth. All’età di 8 anni, per motivi legati all’attività del padre, Beatrice si sposta con questo ed alcune sorelle ad Hastings, nel Sussex (Inghilterra). Vi resteranno dal 1886 al 1891. Fin dalla più giovane età Beatrice si dimostra ribelle, refrattaria alle regole imposte dai suoi genitori e dall’istituzione scolastica. Viene rinchiusa in un collegio a Pevensey, vicino Hastings, dal quale sarà diverse volte espulsa.

Nel 1891 la famiglia si ricongiunge a Port Elizabeth. L’Africa offre scenari, storie e atmosfere che, insieme alle assidue e copiose letture, nutrono l’immaginario di Beatrice.

All’età di 17 anni Beatrice decide di lasciare Port Elizabeth per raggiungere Londra, polo culturale europeo, seguendo la sua vocazione di scrittrice. Ma il primo impatto con i circoli culturali londinesi è traumatico. Il sogno di Beatrice si infrange contro le barriere di classe, di genere, di provenienza. Si trasferisce quindi in Irlanda. Attrice, cavallerizza, pianista, sono tre delle occupazioni note nelle quali Beatrice si cimenta in questo periodo complicato, attraversato da difficoltà economiche ed esistenziali.

Il ritorno in Sudafrica, a Cape Town, nel 1898, coincide con l’approfondimento della sua formazione culturale e con il completamento degli studi.

Nel 1904 parte alla volta di New York. La grande città nordamericana le offre l’opportunità di fare nuove esperienze e di sperimentarsi, finalmente, con la scrittura. Scrive per il Morning Telegraph di New York con discreto successo. A New York ha modo di assistere, tra l’altro, ai comizi di Emma Goldman, incontro che contribuisce alla formazione della sua visione politica.

Il richiamo della scrittura sembra essere totalizzante nella vita di Beatrice, come anche il desiderio di affermarsi. Forte delle esperienze vissute in questi anni, decide di tornare a Londra.

Beatrice Hastings è il nuovo nome con cui, nel 1906, si presenta al mondo letterario londinese. Il cognome è uno pseudonimo che si è data ispirandosi alla cittadina inglese in cui visse parte della sua infanzia, forse utile ad azzerare il suo passato, a proporsi in una nuova veste.

Si iscrive all’Università di Oxford che frequenta per tre anni. Partecipa a convegni, conferenze, si interessa alle nuove correnti poetiche, artistiche e culturali. Sono anche gli anni di una presa di coscienza politica, di una maturazione ideologica che si definisce nell’adesione al partito marxista “Social Democratic Federation”.

Nello stesso anno Beatrice Hastings incontra Alfred Richard Orage, uno dei pensatori più vivaci in Inghilterra, animatore del dibattito culturale e promotore della filosofia nietzschiana, fondatore dei “Leeds Art Club”. L’incontro di Orage con Beatrice Hastings determina la nascita di un nuovo periodico settimanale d’avanguardia, anticapitalista e fabianista: il “The New Age” – “Una rivista indipendente di Letteratura, Politica e Arte”. Beatrice, fin dalla prima uscita del giornale, è una delle firme più assidue e prolifiche. Nel giornale ritroviamo, tra i molti nomi autorevoli, Ezra Pound e Katherine Mansfield, con la quale intreccia una relazione amorosa.

La varietà degli scritti e dei registri linguistici adottati, nonché l’assiduità dei suoi interventi nel giornale, la inducono a utilizzare almeno 13 nomi di penna, più o meno relazionati a rispettivi temi trattati. La poderosa produzione di scritti di Beatrice per il “The New Age” consiste in articoli politici e femministi, novelle, poesie, recensioni, critiche letterarie, romanzi brevi, ecc.

Nel 1914 Beatrice Hastings accetta l’incarico di corrispondente a Parigi, con l’intento di garantire al giornale una indagine costante e diretta dei nuovi fenomeni artistici e culturali. Con lo pseudonimo Alice Morning, Beatrice Hastings firma gli articoli per la sua rubrica settimanale “Impressioni di Parigi”. Frequenta i café parigini dove incontra Picasso, Apollinaire, Max Jacob, Cocteau, Radriguet, Matisse, Lipchitz, Ossip Zadkine, Marie Vassilieff e molti altri artisti, intessendo relazioni intellettuali e amichevoli. Dal 1914 al 1916 intreccia una relazione amorosa con l’artista livornese Amedeo Modigliani che si apre su diversi piani, tra i quali è rilevante il confronto intellettuale, i dialoghi sull’arte, sulla letteratura, sullo spiritualismo.

L’ultimo “Impressioni di Parigi” è del 25 novembre 1915. Dal 1916 i suoi contributi al giornale sono sporadici. Le visioni politiche dell’editore nel tempo cambiano, mentre Hastings resta fedele alle sue idee anticapitaliste e socialiste. Nel 1920 l’esperienza nel The New Age si conclude definitivamente.

Beatrice Hastings non smette, però, di scrivere, di sperimentare, di conoscere e di assorbire le nuove correnti letterarie e artistiche del suo tempo, rielaborandole in una forma del tutto personale, dedicandosi, tra l’altro, allo studio e alla pratica della scrittura e della pittura automatica. È del 1924 il Manifesto Surrealista di André Breton, che Beatrice Hastings ha occasione di conoscere a Dieppe (Francia) nel 1930.

Il 1931 è l’anno del suo ritorno in Inghilterra, che non lascerà più fino alla morte (il ritorno in Sudafrica, desiderato negli ultimi anni, le sarà precluso a causa dell'embargo nel periodo bellico). All’età di 50 anni si stabilisce a Londra, si iscrive al Partito Comunista Britannico, riprende i contatti con alcuni suoi vecchi amici, militanti e intellettuali, fra i quali Anna Wickham (pseudonimo di Edith Alice Mary Harper), Jacob Hepstein, Richard Aldington, Sylvia Pankhurst, Charles Lahr, editore anarchico.

Nel 1932, dieci anni dopo la chiusura del “The New Age”, decide di editare il suo primo giornale: “The Straight Thinker – A Fortnightly Review”. In questo pamphlet Beatrice esprime, tra l’altro, le sue visioni e analisi politiche, come sempre sul solco delle sue idee antifasciste, anticapitaliste. Nel contempo, comincia a scrivere il saggio “In difesa di Madame Blavatsky”. A tal scopo, nel novembre del 1936 si trasferisce a Worthing, cittadina costiera nel sud dell’Inghilterra che offre tranquillità e un clima più mite.

Nel novembre 1938, a Worthing, pubblica il primo numero del periodico “The Democrat”. Il giornale nasce in chiave antifascista, laico, secolarista (ispirandosi al "Freethinker" di Chapman Cohen), di contestazione alla Conferenza di Monaco del 19 settembre 1938. L’ultimo numero del Democrat è del gennaio 1943, ultimo anno di vita di Beatrice Hastings. 

Malata e sofferente, presagendo la sua fine, invia alcuni manoscritti alla British Library che rifiuterà causa trasloco in corso deciso per mettere al riparo libri e manoscritti che nel periodo bellico sono appunto portati e custoditi in Galles (National Library of Wales, Aberystwyth). Quindi Hastings affida i manoscritti ed altro materiale alla sua badante, Miss Green. Questi saranno inviati a Port Elizabeth, città della sua giovinezza, alla Biblioteca di Città del Capo e a Toronto, in virtù dei rapporti di Hastings con la Società Teosofica canadese per la redazione del trattato teosofico.

Il 30 ottobre 1943 decide di mettere fine alla sua vita.


Fonte: Stephen Grey, Beatrice Hastings – A Literary Life, Penguin Ed. (South Africa), 2010.