In foto: Dionisiaca (Valeria Bianchi Mian, poetessa, autrice, psicoterapeuta, redattrice della pagina Poesie aeree , Poesie aeree (Fb)).
ph Luciano Borgna.
Metamorphosis (Beatrice Hastings, 10 december,
1908)
The foul Apollonian enchanter
Has laid upon me his dark finger:
Know ye not – ceaselessly bleating
–
Me, my companions?
See ye not, under these forehead
locks,
Fire of the eyes of Chloe?
Hath not my mouth aught familiar,
Bleeding to utter its secret?
Pass ye not by! Shall Selene
Gaze on me, beaten, encysted
Thus in this bovine?
Loose me, ye daughters, now
leaping,
Beating these hoofs on your
haunches:
Thrust me back, tear from this
carcase
Wool, skin, horns-all that
disguises!
Shriek out, ye nymphs, your wild
laughter,
Seeing this blood blush the
thicket,
And the wool of this hide, on the
bramble
Float like a flake of the winter.
Tear me, ye tender nurses!
With beautiful hands break asunder
–
Room, room for Chloe, Bacchante,
To hurl her white limbs ere the
Sun set!
***
Metamorfosi
L’apollineo folle incantatore
mi ha sfiorato col suo dito
oscuro:
non riconoscete – in questo verso
dolente –
Me, compagne mie?
Non vedete, sotto i ricci della
fronte,
il fuoco degli occhi di Chloe?
Familiare non vi è parsa la mia
bocca,
sanguinante per svelare il suo
segreto?
Non andate. Può Selene
vedermi così, vinta, confinata
in questo corpo bovino?
Liberatemi, oh figlie, avanzo,
colpisco con gli zoccoli le vostre
cosce:
respingetemi, strappate da questa
carcassa
vello, pelle, corna, tutto ciò che
maschera!
Urlate, ninfe, selvaggiamente
ridete,
vedendo il sangue tingere la selva
e il vello di questa pelle, sopra
ai rovi
fluttuare come fiocchi di neve.
Squarciatemi, oh dolci balie!
Fatemi a pezzi con le belle mani –
Largo, largo a Chloe Baccante, che
scagli le sue bianche membra verso
il Tramonto!
We rushed from the forest at break
of day,
The last of our mad god’s train.
We had wakened the night in
cursing the rite
Of a mortal who lovas in vain.
I stooped to recover my vest of
hide;
They trod me down, triumphing
loud:
And there’s no reply to my strident
cry –
Whither went yon trampling crowd?
My body is red with wounds and
rage,
But I’ll bathe in the mountain
lake,
And I’ll ease my spite by blessing
the rite
Which the mortal maid did make.
I’ll tear me a robe from a tiger’s
spine,
I’ll bind up my ruddy hair
In a band of tendrils plucked from
the vine,
And ivy and grapes I will wear.
And I’ll leap the meadows towards
the city,
Where the mortals dance to-night,
And wrench from the breast of the
loved one pity,
And fill it with mad delight.
I’ll work in the milky heart of
the maid.
With magic I’ll ripen her bosom
scanty,
Till her lover gasp nor know that
he clasp
No mortal maid, but a lost
Bacchante.
***
La Baccante perduta
Fuggivamo dal bosco al sorgere del
sole,
ultime del corteo del folle dio,
trascorsa la notte celebrando il
rito
di una mortale che amava invano.
A raccoglier le mie vesti mi
chinai;
mi calpestarono, nel lor tripudio:
e non risposero al mio grido
acuto:
dove correte, folla scalpitante?
Rosso è il mio corpo di sangue e
di rabbia,
ma io mi bagnerò in acque di
montagna,
e la furia calmerò poi consacrando
il rito
invocato dalla fanciulla mortale.
Mi strapperò una veste da uno
scheletro di tigre,
adornerò i miei capelli rossi
con i viticci svelti della vigna
e indosserò edera ed uva.
Attraverserò i campi fino alla
città,
dove danzano stanotte i mortali
e scaccerò dal cuore dell’amato la
pietà
per poi riempirlo di passione
folle.
M’insinuerò nel dolce cuor della
fanciulla,
magicamente riempirò il suo magro
petto,
fino al sospiro del suo amante,
che non saprà di stringere
non una mortale, ma una Baccante
perduta.
Breve commento alle poesie
La dimensione corporea-materiale è centrale in tutti gli scritti femministi di Beatrice Hastings, e la ritroviamo sia in chiave narrativa […] e sia in chiave lirica in alcune sue poesie, come “Metamorfosi” o “La Baccante perduta”.
La baccante di nome Chloe invoca
l’aiuto delle sue compagne per essere liberata da una forma di animale
impostale da una strega devota di Apollo, ossia da una falsa identità, quella
che imprigiona la donna esclusivamente nel ruolo di madre-madonna. Questa
poesia, quindi, è un invito a rimpossessarsi del proprio corpo e a vivere
liberamente la propria sessualità, svincolata dalla finalità riproduttiva e dal
desiderio del maschio. È un attacco anche al complesso maschile della
Madonna-Prostituta che porta gli uomini a dividere nettamente le donne in
queste due categorie distinte, e le donne spesso li assecondano reprimendo la
propria sessualità.
Sia in “Metamorfosi” che nella
poesia “La Baccante perduta”, del 9 luglio 1910, ricorrono immagini decisamente
forti, di corpi straziati e sanguinanti, che ci dicono quanto siano necessari
cambiamenti drastici e anche violenti perché la donna possa assumere insieme il
duplice ruolo di madonna e prostituta.
È un riprendersi il corpo che i miti di creazione patriarcali hanno sottratto alle donne. Questi miti di molte società patriarcali, infatti, sono spesso collegati a fatti cruenti in cui l’evento principale dal quale scaturisce la creazione stessa è lo smembramento della divinità femminile da parte del dio creatore con la soppressione dell’elemento femminile. Nel mito di creazione babilonese, per esempio, il dio Marduk uccide la dea marina Tiamat, divide il suo corpo in due parti creando così il cosmo, il cielo e la terra. Viceversa nelle società matriarcali il mito di creazione è un evento positivo, e alle donne viene insegnato, fin da piccolissime, ad amare e rispettare il proprio corpo, e a goderne, laddove gli uomini di ogni patriarcato insegnano alle donne a odiare il proprio corpo, a vergognarsene, e a consegnarlo all’uomo che lo utilizzerà per le proprie finalità. Per Beatrice è sul corpo che si fonda l’identità, che diventa così uno dei primi elementi a necessitare di una ridefinizione e di una consapevole riappropriazione da parte delle donne.
Maristella Diotaiuti
Testi inediti di Beatrice Hastings
pubblicati in Beatrice Hastings in full revolt, Diotaiuti, Tortora, Le
Cicale Operose, Livorno, 2020.
Traduzioni di Matilde Cini
