giovedì 22 ottobre 2026

Di sorelle e di fratelli: Shaun Tan e le fiabe dei Grimm: Fratellino e sorellina, Leitmotiv e protesta, chiaroveggenza e attraversamento del dolore nel tempo, nelle narrazioni e nelle illustrazioni. Di Anna Maria Curci.

 

Anna Maria Curci

Di sorelle e di fratelli: Shaun Tan e le fiabe dei Grimm: Fratellino e sorellina, Leitmotiv e protesta, chiaroveggenza e attraversamento del dolore nel tempo, nelle narrazioni e nelle illustrazioni.




Dietro le narrazioni dei fratelli Grimm si celano le voci delle narratrici dalle quali le hanno ascoltate. Tra queste spicca la voce di Dorothea Viehmann, nata Pierson, figlia di un oste di Rengershausen, vicino Kassel, nell’Assia del Nord. Dorothea, di origine ugonotta, è una donna del popolo che porta con sé una pluralità di storie. Poi ci sono Gretchen, vale a dire Margarethe Marianne Wild, futura suocera di Wilhelm Grimm, proveniente dalla borghesia cittadina, Friederike Mannel, figlia del pastore di Allendorf, e la figlia di Margarethe, Dorothea, moglie di Wilhelm Grimm. È da queste narratrici che i fratelli Grimm hanno ascoltato, per esempio, la storia di un infanticidio che viene punito, in qualche modo ‘sanato’, attraverso il gesto di una sorella (con il fratello ucciso dalla matrigna hanno il padre in comune) che raccoglie gli ossicini del fratello dato in pasto al padre ignaro. Ne nasce un albero di ginepro che si muove e sprigiona una fiamma. Da quella fiamma emerge un uccello che canta una canzone affascinante in cui si narra una storia di orrore e crudeltà, ma anche di compassione e ‘veglia’ (Wacholder, il nome del ginepro in tedesco, ha il significato di “chi tiene desti”).

Shaun Tan, artista australiano di origine malese, fotografa la propria scultura dal nome Il ginepro in Ossa che cantano: la testa mozzata del bambino è una testa di uccello col becco aperto per cantare, mentre il tronco seduto ha tra le mani unite una mela.

Fratellino e sorellina è una fiaba che vede anch’essa un’evoluzione dei rapporti: se all’inizio è il fratellino a spronare la sorellina e a incoraggiarla a lasciare la casa dove la matrigna li maltratta, è la sorellina a percepire la voce della fonte che dice: «Chi mi beve diventa capriolo!». Ma il fratellino non sente quella voce, beve e si tramuta in un capriolo. Sarà questa capacità della “sorellina” di vedere e udire ciò che gli altri non percepiscono a salvare tutti: il fratellino, il bambino che ella ha dato alla luce e sé stessa. Shaun Tan fotografa la propria scultura in due colori: il fratellino, già tramutato in capriolo, è tutto in rosso, mentre la sorellina, in chiaro tra i toni del bianco e del grigio, ha sembianze umane. In primo piano, le sue braccia avvolgono il fratellino-capriolo in un abbraccio e la sua testa è dolcemente reclinata, con la guancia destra sul dorso del capriolo.

La storia del successo delle Fiabe del focolare dei fratelli Grimm nasce proprio da una prima edizione illustrata in lingua inglese. Dopo quella edizione, si è sviluppata in tutto il mondo una lunga storia di edizioni illustrate, mentre è a partire dagli anni Settanta del Novecento che, grazie al contributo di scrittrici – tra le altre, Anne Sexton, Angela Carter e Margaret Atwood - le fiabe dei fratelli Grimm cominciano a essere interpretate in maniera innovativa.

Nell’ambito della letteratura di lingua tedesca, sono due le scrittrici, una austriaca, l’altra della Germania est (ma nativa di Landsberg, ora in Polonia) a dare del Leitmotiv di Fratellino e sorellina due versioni che conservano ancora oggi una carica straordinaria di chiaroveggenza e, insieme, di creatività letteraria. Le due autrici sono Ingeborg Bachmann e Christa Wolf, le due opere sono Das Spiel ist aus (“Il gioco è finito”), la prima delle poesie di Anrufung des großen Bären (“Invocazione dell’orsa maggiore”) del 1956, e Guasto. Notizie di un giorno uscito con il titolo originale Störfall. Nachrichten eines Tages con i tipi della casa editrice Aufbau Verlag nel 1987 e tradotto in italiano da Anita Raja per le edizioni e/o nel 1992.

Nella poesia di Ingeborg Bachmann sono ben percepibili l’allerta circa il pericolo e il richiamo a molte fiabe dei fratelli Grimm. Tra gli altri personaggi fiabeschi, appare la Karfunkelfee, la fata del carbonchio alla quale l’artista contemporaneo Anselm Kiefer ha dedicato una mostra. Di seguito riporto nella mia traduzione la prima parte della poesia “Il gioco è finito”.

 

Il gioco è finito

Fratello mio caro, quand’è che ci costruiamo una zattera
e risaliamo il corso del cielo?
Fratello mio caro, presto il carico sarà troppo grande
e noi andremo a fondo.

Fratello mio caro, noi disegniamo sulla carta
molti paesi e binari.
Sta’ attento, davanti alle linee nere qui
salti in aria con le mine

Fratello mio caro, allora vorrò essere legata
al palo e urlare.
Ma ecco che tu giungi a cavallo dalla valle dei morti
e noi fuggiamo in due.

Desti nell’accampamento degli zingari e desti nella tenda nel deserto,
ci scorre sabbia dai capelli,
la tua e la mia età e l’età del mondo
non si misurano con gli anni.

Non lasciarti ingannare da corvi scaltri, da mano vischiosa di ragno
e dalla piuma nel cespuglio,
non mangiare e non bere neanche nel paese della cuccagna,
parvenza spumeggia nei tegami e nelle brocche.

Solo chi al ponte d’oro sa ancora la parola
per la fata del carbonchio ha vinto.
Ti devo dire che con l’ultima neve
nel giardino si è sciolta.

Ingeborg Bachmann

(traduzione di Anna Maria Curci)

 

In Guasto. Notizie di un giorno di Christa Wolf riunisce nel resoconto della giornata le notizie relative all’operazione al cervello del fratello dell’io narrante femminile, più giovane di quattro anni, e le notizie relative a quanto avvenuto a Chernobyl. All’io narrante, che si trova nella casa di campagna nel Meclemburgo, l’altrove si presenta in due ubicazioni: Chernobyl, la località della centrale nucleare nella quale si verifica il disastroso incidente del 26 aprile 1986, e la sala operatoria, dove un chirurgo cercherà con il suo intervento di porre riparo ai guasti provocati dalle cellule cancerogene. L’io narrante si rivolge al fratello chiamandolo, come nella fiaba dei fratelli Grimm, “fratello”.

A pagina 76 dell’edizione tascabile di Guasto (1997) ci si imbatte in questo passaggio:

 

È stato più faticoso tornare indietro marciando contro il vento che si era levato nel pomeriggio. A sinistra sul ciglio del bosco questa volta ho visto un branco di caprioli, che brucavano sul seminato a grano. Che fa il mio bimbo/ che fa il mio capriolo/ verrò stavolta ancora e poi non verrò più.[1] Finalmente la mia memoria ha scoperto dove compare questa formula, chi la pronuncia e come il modello su cui si fondava quella giornata fosse connesso a questo ricordo nella sua interezza. Non ho potuto fare a meno di scoppiare a ridere. Fratellino e sorellina. Quando eravamo bambini questa fiaba ci trasmetteva un’abissale tristezza, e tuttavia finivamo sempre per accostarci ad essa. Sempre, scacciati dalla matrigna cattiva, siamo andati nella landa selvaggia, mano nella mano, e le fonti alle quali tu volevi bere […] ci ammonivano con le loro voci sussurranti, che io traducevo per te: fratellino, non bere. O diventerai un animale feroce e mi sbranerai.

 

In questa vicenda di guasti e di morte, di invasioni di termini nuovi e di natura contaminata, quale linguaggio sarà esente dalla devastazione provocata dalla natura umana e dall’illusione del progresso illimitato? La riflessione sulla colpa e sulla responsabilità, che investe anche lingue e linguaggi, è accompagnata costantemente dall’appellativo “fratello”. È un segno di affetto, di sollecitudine, di preoccupazione per il futuro, di riflessione sui ricordi comuni, sui passi divergenti, sui guasti provocati e subiti e, soprattutto, sulla cura, intesa sia come attenzione, allerta, Sorge, poi come possibilità di intervento per il risanamento, la guarigione, Genesung, Heilung.


Anna Maria Curci

 

 


Bibliografia

Bachmann, Ingeborg, Sämtliche Gedichte, Piper Verlag. Edizione di riferimento: Elfte Auflage Dezember 2017

Basile, Giovan Battista, Lo cunto de li cunti. Edizione di riferimento a cura di Michel Rak, Garzanti 1995

Curci, Anna Maria, “Patire, risanare. Una vicenda di fratelli e sorelle. Da Ninnillo e Nennella in Lo cunto de li cunti di Giovan Battista Basile a Störfall (Guasto) di Christa Wolf passando per Fratellino e sorellina dei fratelli Grimm e Il gioco è finito di Ingeborg Bachmann, in: Tiziana Colusso (a cura di), Guarire. Un addestramento alchemico. Poesie prose saggi immagini, formafluens 2026, pp. 53-58

Kinder- und Hausmärchen. Gesammelt durch die Brüder Grimm, Berlin, In der Realschulbuchhandlung 1812 (qui il link)

Tan, Shaun, Ossa che cantano. Immagini ispirate alle fiabe dei fratelli Grimm, Tunué 2024

Wolf, Christa, Guasto. Notizie di un giorno. Edizione italiana a cura di Anita Raja, Edizioni e/o, prima edizione tascabili: febbraio 1997



[1] Was macht mein Kind? was macht mein Reh? Nun komm‘ ich noch diesmal her und dann nimmermehr.